Mercato del lavoro in buona forma anche a febbraio

Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,9%, mentre quello di occupazione è salito al 63%. Confcommercio: "Segnale incoraggiante".
Così come accaduto a gennaio, anche a febbraio il mercato del lavoro mostra segnali di buona salute: il tasso di disoccupazione è sceso al 5,9%, mentre quello di occupazione è salito al 63%. I dati Istat (link ai dati completi in pdf) sottolineano che la disoccupazione giovanile è calata al 16,9%, così come il numero di persone in cerca di lavoro (-4,9%, pari a -79mila unità), una diminuzione che interessa gli uomini, le donne e tutte le classi d'età. La crescita degli inattivi (+0,3%, pari a +33mila unità) coinvolge gli uomini e i 25-34enni, mentre le donne e le altre classi di età sono in calo. Il tasso di inattività sale al 32,9% (+0,1 punti).
Quanto all’occupazione, la crescita rispetto a gennaio coinvolge gli autonomi, che salgono a 5 milioni 170mila, e i dipendenti a termine (2 milioni 710mila), mentre sono sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 451mila). Il numero di occupati è salito di 47mila unità rispetto al mese precedente e di 567mila unità su base annua, per un totale di 24 milioni 332mila. L'aumento (+0,2% su base mensile, pari a +47mila unità), riguarda le donne, i dipendenti a termine, gli autonomi e tutte le classi d'età ad eccezione dei 25-34enni, in diminuzione.
Su base annua, il numero di occupati supera quello di febbraio 2024 del 2,4% (+567mila unità), aumento che riguarda gli uomini, le donne, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d'età, mentre i 25-49enni sono diminuzione. Il tasso di occupazione è salito di 1,1 punti percentuali.
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Confcommercio: "Segnale incoraggiante"
Secondo il direttore dell'Ufficio, Studi Mariano Bella, "i dati di febbraio sull’andamento del mercato del lavoro sono un segnale incoraggiante sulla possibilità di un miglioramento delle performance economiche guidate da un recupero dei consumi. Resta incerto il bilanciamento con l’accoppiata sfavorevole di marzo tra crescita dell’inflazione e riduzione della fiducia dei consumatori". "Nel complesso -ha aggiunto Bella - affrontare incertezza e fragilità del quadro interno e internazionale con un elevato numero di occupati è una caratteristica confortante del sistema economico italiano. Dopo un autunno non particolarmente brillante l’occupazione è tornata a crescere a ritmi significativi, proseguendo il trend espansivo che, al di là di oscillazioni accidentali, da gennaio 2021 ha portato il numero di persone impiegate nel processo produttivo a crescere di oltre 2,2 milioni".
Tra gli elementi più positivi di questo inizio del 2025 vi è la maggior dinamicità della componente femminile che ha visto un aumento del numero di donne occupate (+124mila su dicembre) associato ad una riduzione delle disoccupate (-35mila nello stesso periodo) e delle inattive (-114mila). I dati, seppure incoraggianti, non debbono far trascurare il fatto che la partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro (58,2% il tasso di attività) rimane tra le più basse in Europa ed è necessaria un’accelerazione per continuare a ridurre i divari.